Mercoledi' 20 Agosto 2008
Mercoledi' 20 Agosto 2008
VERUCCHIO
Verucchio si erge nella bassa Valle del Marecchia, al confine con la storica regione del Montefeltro e con la più antica Repubblica del mondo, San Marino; la sua formazione, insieme al Monte Titano, a Montebelllo, a San Leo,al Monte Montone, e al Sasso di Simone e Simoncello, deriva dall’orogenesi appenninica assestatasi definitivamente nel Pliocene superiore (circa 3 milioni di anni fa).
Il punto più alto del paese misura mt. 330 s.l.m., in corrispondenza dell’imponente masso delle pareti strapiombanti al suolo su cui sorge una delle antiche rocche del paese, e che guarda ad est, verso la riviera di Rimini.
La placca rocciosa, di formazione calcareo-arenacea, è il risultato della tormentata genesi che ha portato alla formazione del paesaggio della Valle del Marecchia, nota ai geologi come Coltre o Colata della Valmarecchia, e che ne ha fatto un terreno ricco di argille.
La morfologia prevalente è il risultato dell’erosione selettiva operata dagli agenti esogeni; ne risultano modesti ed arrotondati rilievi argillosi intensamente soggetti a frane e calancamento.
Da questo paesaggio argilloso si ergono bruscamente i “massi erratici”, blocchi rigidi costituenti per lo più imponenti rilievi isolati; essendo essi caratterizzati da pareti subverticali, si pongono in netto contrasto con la dolce morfologia delle colline circostanti.
La straordinaria conformazione naturale del luogo è stata di fondamentale importanza per il paese, poiché ne ha determinato, fin dall’epoca preistorica, la caratteristica di fortezza naturale.
Verucchio si trova a circa 18 chilometri da Rimini e la cartografia cosiddetta “politica” registra un questo territorio una particolare e curiosa anomalia, poiché una frazione del Comune di Verucchio, Pieve Corena, un piccola insula di pochi abitanti, è situata entro il territorio della limitrofa Provincia di Pesaro -Urbino e al confine di Stato con San Marino.
I residenti del Comune sono 9237 (dati aggiornati al 31/12/2003), suddivisi tra il capoluogo e le tre frazioni (Villa Verucchio, Ponte Verucchio e Pieve Corena).
Il territorio è stato profondamente segnato dalla presenza del fiume Marecchia, che un tempo era veramente un “piccolo mare”, sulle cui sponde sorgevano numerosi mulini, si coltivava addirittura il riso e si delimitavano le zone di pesca, spesso vendute dagli appaltatori al miglior offerente.
Le tre sorgenti del fiume Marecchia sgorgano nei pressi della via Maggio (Maggiore), che collega da secoli la Romagna alla valle Tiberina; il paesaggio conserva ancora le tracce lasciate dalle popolazioni che lo hanno reso un protagonista di primo piano dalla storia italiana (e non solo).
Sono visibili resti di epoca villanoviano-etrusca nelle numerose necropoli che ancora si stanno scoprendo in queste terre, dall’epoca romana fino a quella medioevale, periodo nel quale Verucchio assurse alla sua gloria più fulgente divenendo la culla dei Malatesta, la famigerata famiglia che assicurò il controllo del territorio di questa regione storica chiamata, dopo il VI secolo, Romània (poi Romagna) ossia “terra romana”, in contrapposizione a Longobardia (da cui Lombardia, cioè “terra longobarda”.
Passeggiando per le strette e caratteristiche borgate medioevali del centro storico di Verucchio, si intravedono alcuni interventi edilizi che nel corso dei secoli hanno modificato gli assetti urbanistici medioevali, specialmente nell’Ottocento: è stata ampliata la piazza centrale come oggi la vediamo, e sono sorti i palazzi signorili delle nobili e illustri famiglie che qui dimorarono (o che qui possedevano una seconda casa); sono state restaurate le chiese più importanti, che vennero rimaneggiate soprattutto negli interni.
Nel corso del Novecento ci si è per lo più limitati a restaurare quello che le Grandi Guerre avevano distrutto o rovinato; in quell’oscuro periodo l’antico castello venne anche adibito ad ospedale e l’antico teatro settecentesco in legno, che occupava la sala grande del Palatium all’interno della Rocca del Sasso, venne smontato pezzo per pezzo e se ne ricavò persino legno da ardere.
In questi ultimi anni si prosegue negli interventi di restauro conservativo; si è così ricostruito un tratto delle antiche mura medioevali e, grazie ai disegni e ai pezzi originari rimasti in loco, anche una delle quattro porte che chiudevano le mura dell’antico castrum, la porta (o arco) del Passarello, contrada che si trova nella parte alta del paese e che deve il suo nome alla nobile famiglia che vi abitò in tempi remoti, prima di spostarsi a Rimini.
Un’altra porta e rimasta intatta delle quattro originarie, quella di S. Agostino, nella via omonima.
I MONUMENTI
Rocca Malatestiana o Rocca del Sasso
Il complesso monumentale della Rocca Malatestiana è un insieme di costruzioni edificate in periodi diversi, sorte tra il XII e il XVI secolo in un'ampia area ricavata sul punto più alto del "sasso" di Verucchio da dove si può ammirare un panorama esclusivo. Alla fine del XII secolo la Rocca apparteneva già alla famiglia dei Malatesti.
Qui nacque il "Mastin Vecchio" Malatesta da Verucchio, il grande capo guelfo che conquistò Rimini nel 1295 e fondò la Signoria Malatestiana. I resti della fortezza duecentesca con l'antica torre si possono ancora oggi ammirare all'interno della struttura quattrocentesca frutto dell'intervento di Sigismondo Pandolfo Malatesta del 1449. All'interno si possono visitare le stanze con interessanti allestimenti, la imponente Sala Grande, si può scendere nelle segrete e salire in cima al mastio da cui si ammira una vista strepitosa.
