Mercoledi' 20 Agosto 2008

URBINO

Non si conoscono le origini più antiche della città prima delle invasioni celtiche e all'insediamento dei Galli. Recenti ritrovamenti di materiale archeologico, come frammenti di ceramica dell'età del ferro,confermano tuttavia la presenza di un di insediamenti urbani nel IV sec. a.c.
Testimonianze storiche confermano comunque che la città fu fondata nel 41 a.c. dai Romani, attratti dal clima ideale. I Romani sottomisero i Galli Senoni e rapidamente conquistarono tutto il territorio marchigiano da allora inizio alla storia di Urbino romana, la Urbinum Mataurense, il cui nome sembra derivare dal latino ‘Urvo’ (da urvum, il manico ricurvo dell’aratro) per indicare la conformazione naturale del terreno, mentre Mataurense pare derivasse dal fiume Mataurus (Metauro) verso cui l’antico insediamento gravitava, per distinguerlo da una città dell’Umbria (Urvinum Hortense ).
Urbino divenne un centro di notevole importanza commerciale in quanto situata lungo un importante percorso di collegamento alternative alla Via Flaminia, chiamata la Via Consolare che collegava Roma con Rimini attraverso Fano. Durante alcuni lavori di scavo sono stati riportati alla luce resti di una necropoli romana risalente al I secolo a.c., 92 tombe, ampolle di vetro di una certa qualità, reliquari e cocci. I resti sono attualmente nel museo nazionale archeologico di Ancona per essere catalogati, in attesa di essere sistemati ad Urbino. L'area crebbe di importanza strategica durante le guerre del VI secolo dopo le invasioni barbariche dei Goti, Bizantini e Longobardi. Con Carlo Magno e I Franchi Urbino fu donata al Papato che ne esercitò il potere. Successivamente diventa oggetto delle lotte feudali e la città subisce un lento declino.
La città divenne più tardi libero comune con a capo i rappresentanti delle più potenti famiglia dell'epoche vicine al Vescovato Papale. Ben presto con il declino dell'autorità ecclesiastica gli imperatori tedeschi di casata Sveva concessero la città in feudo ai Montefeltro nel 1155, nobili di origine lombarda, conti di Carpegna, il cui predecessore fu Antonio di Montefeltro, uomo di notevole potere politico e militare, alleato con Firenze e la Milano di Gian Galeazzo Visconti.
Si narra infatti che quando Antonio di Montefeltro appiano’ una rivolta a Roma contro Federico Barbarossa fu insignito del titolo di conte e legato imperiale della citta’ di Urbino. La dinastia prosegui sino a quando apparve all'orizzonte di Urbino il personaggio più famoso della storia della città, Federico, con il quale si raggiunse l'apice in grandezza e splendore e Urbino divenne una delle corti più importanti del Rinascimento.
Lo Stato di Urbino comprendeva oltre a Gubbio, Cagli e il Montefeltro producendo un forte equilibrio al confine tra le Marche e la Romagna estendosi per 2000 Kmq fino a raggiungere il territorio Umbro attraverso la catena degli Appennini. Durante il regno di Federico (1444-1482) il Ducato di Urbino assunse una funzione significativa non solo all'interno del Montefeltro, ma andò ad occupare una posizione centrale nell'assetto politico degli Stati Italiani contribuendo a preservare la pace stabilita a Lodi nel 1454. In pochi anni il livello economico dello Stato crebbe a tal punto che il Duca poté permettersi l'edificazione di un'opera grandiosa che costò 200.000 scudi, era il famoso Palazzo Ducale.
Inoltre i suoi immensi guadagni gli permisero di far pagare ai suoi sudditi tributi piuttosto bassi. Alla morte di Federico nel 1482, il potere passò a Guidubaldo che insieme alla moglie Elisabetta Gonzaga portarono nuovi anni di splendore alla corte. Alla sua corte si radunavano i famosi cenacoli che il Baldassare Castiglione ha rievocato nel suo libro "Il Cortegiano". Tanti sono i personaggi famosi che soggiornarono in Urbino alla corte di Guidubaldo, fra i quali i Medici esuli da Firenze e Il Cardinal Dovizi di Bibbiena, autore della "Calandia".
In quel periodo (1502) venne istituito quel Collegio dei Dottori riconosciuto dal Papa Giulio II nel 1507 da cui avrà origine la Libera Università degli Studi.
Un altro istituto creato dal Duca è la Cappella Musicale.
Inoltre in quel periodo andò rilevandosi il genio Raffaello, che nel 1504 da Urbino muoveva verso i traguardi maggiori di Firenze e Roma.
Non avendo eredi diretti ,1508, il Ducato passò ai Della Rovere. Duranti il turbolento governo dei Della Rovere in occasione del Carnevale si diede la prima rappresentazione di una commedia in prosa e in lingua volgare " La Calandia del Bibbiena" allestita nella Sala del Trono.
Oltre all'attività teatrale, anche la musica mantenne il suo ruolo importante. Un fatto negativo per l'avvenire della città, si registrò nel 1525 quando, la sede della corte fu trasferita a Pesaro.
Dopo il 1530 i Della Rovere iniziarono i rapporti con il pittore Tiziano e diventarono i suoi principali committenti. L'ultimo Duca di Urbino fu Francesco Maria II Della Rovere cresciuto e formatosi nella corte spagnola.
A quei tempi Urbino era diventato un piccolo stato "satellite" sotto l'influenza spagnola da una parte e dal pontefice dall'altra. Alla morte del Duca, avvenuta nel 1631, Urbino passò sotto lo Stato Pontificio, guidato dal Cardinale Antonio Banberini, fratello del Papa. Uno dei momenti storici più decadenti per la città di Urbino avenne nel periodo Napoleonico con la soppressione di chiese, Istituti religiosi, e il depauperamento del patrimonio artistico e la deportazione verso Milano della Madonna con Bambino di Piero della Francesca. Successivamente le sorti della città di Urbino vennero inglobate nella storia dell’Italia intera.

I MONUMENTI

Fortezza Albornoz: la rocca non è dovuta, nonostante il nome, al cardinale Egidio Alvarez Carillo de Albornoz, come vuole la tradizione, ma fu fatta costruire dal suo successore, il Cardinale Angelico Grimoard tra il 1367 e il 1371. Si trova sul punto più alto (m 485) di Urbino e consente di osservare la città che appare incastonata nel verde delle colline che la circondano e nel grigio dei monti appenninici. Nel 1673 la rocca fu ceduta, insieme al campo attiguo, ai padri Carmelitani Scalzi del vicino convento, oggi sede dell'Accademia di Belle Arti, finchè, nel 1799 la fortezza fu riedificata, per esigenze militari, a cura di Vincenzo Nini, un altro architetto urbinate.
Il monumento è stato recentemente sottoposto a restauro, e fra l'altro, è stata scoperta la porticina che immetteva nel camminamento tramite il quale era possibile raggiungere Porta Valbona ed il Palazzo Ducale.
Il Duomo: la costruzione della cattedrale fu voluta da Federico da Montefeltro vicino al Palazzo. Il progetto venne affidato a Francesco di Giorgio Martini e la consacrazione avvenne nel 1534. La cattedrale venne restaurata nel 1789 e la facciata è stata disegnata dall'architetto Carlo Morigia. La gradinata e la balaustra furono
aggiunte nel 1859. Le sette statue che ornano la facciata sono opere di GianBattista Monti. L'interno è a tre navate con volte a botte scandite da archi, pilastri e colonne possenti. Il Duomo è ricco di pregevoli dipinti, statue, stucchi, decorazioni: ospita dipinti di Federico Barocci, Claudio Ridolfie altri.
La casa di Raffaello: l'edificio fu acquistato nel 1460 da Sante di Peruzzolo da Colbordolo, nonno del pittore ed aggregato alla casa attigua. Nel 1635 passò all'architetto Muzio Oddi e infine, nel 1875, divenne proprietà dell' Accademia Raffaello che ne fece la propria sede e lo restaurò. L'architettura dell'edificio è quella tipica del Quattrocento minore urbinate che traeva ispirazione dal Palazzo Ducale. Motivi quattro-cinquecenteschi sono ancora presenti in cornici di porte, nei sediletti in pietra situati nei vani delle finestre e in un soffitto a cassettoni. Le finestre del primo piano potrebbero aver subito un rifacimento seicentesco. Al primo piano c'è la stanza dove la tradizione vuole che il pittore sia nato.
Molto pittoresco è il cortiletto che un tempo doveva essere interamente porticato e collegato con la bottega.
Palazzo Bonaventura: palazzo Bonaventura sorge sul lato meridionale di piazza Rinascimento. Già nel XIV secolo era dimora della famiglia dei conti di Montefeltro: il portale gotico in pietra del Furlo è infratti sormontato dagli stemmi del conte Antonio (m.1404) e della moglie Agnesina dei Prefetti di Vico. L'edificio fu abitato dai Montefeltro fino a poco dopo la Metà del Quattrocento, allorchè Federico si trasferì nell'appartamento della Iole nel nuovo palazzo, cedendo il proprio palazzo alla famiglia amica dei Bonaventura. L'edificio è stato trasformato a più riprese, fino a perdere la fisionomia originaria. Nel 1834 il palazzo è stato acquistato dalla Pontificia Università degli Studi, che vi pose la propria sede.
Palazzo Ducale
: La storia del Palazzo che doveva divenire il prototipo delle regge umanistiche, un'allegoria architettonica del rinascimento, ebbe inizio nel 1455 con l'inglobamento di precedenti edifici sulla grande Piazza Rinascimento. Intorno al 1465 Federico da Montefeltro conobbe l'architetto Luciano Laurana (1420-1449). Al Laurana sono da attribuire le opere di maggior ingegno nel Palazzo: i Torricini, il Cortile d'Onore, la Biblioteca e altre. Il Palazzo di Federico è il simbolo fisico dello Stato rinascimentale, non più un castello ancorato ai vecchi principi militari di difesa-offesa, ma un palazzo aperto alla circolazione degli uomini e delle idee. E' un edificio dalle strutture solidissime, di armoniosa snellezza nelle forme esterne, di razionale funzionalità nella sistemazione interna; una città in forma di palazzo che divenne ben presto sede elettiva di un nuovo modello di civiltà, come si deduce dalle mirabili pagine del "Cortegiano" di Baldassar Castiglione. L'asperità del luogo suggerì al Laurana l'ardita soluzione della facciata occidentale, con i Torricini idealmente rivolti in direzione della Toscana; due agili ed eleganti torri che rappresentano l'integrazione perfetta tra architettura e paesaggio e costituiscono probabilmente l'immagine più nota della città di Urbino.

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